Siamo tutti dentro a una colossale «history war»
Grokipedia e la riscrittura della storia.
Ciao,
avete condiviso moltissimo l’ultimo post della newsletter, su Sora e distorsione della realtà - sono felice che vi sia piaciuto e che abbia toccato corde.
Oggi qui parlo di informazione, verità storiche e cortocircuiti di potere.
Un grande grazie al team di idealo per avere scelto di sostenere Ellissi e il mio lavoro. Andateli a trovare.
Valerio
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Grokipedia vorrebbe riscrivere la storia
Atene e Sparta non erano soltanto città rivali e in guerra tra loro.
Rappresentavano visioni contrapposte del mondo, con sistemi politici e sociali radicalmente diversi.
Ma soprattutto, tra le due polis c’era un’enorme differenza culturale relativa al modo in cui l’informazione veniva trasmessa, archiviata e distribuita.
Atene aveva infatti sviluppato una grande tradizione di scrittura, centrale nella costruzione dell’identità dei suoi abitanti.
In Attica, funzionari e logografi utilizzavano epigrafi di pietra e di bronzo, rotoli di papiro e tavolette di ceramica per trasmettere la letteratura storiografica, stilare i documenti pubblici e annotare gli avvenimenti più importanti.
Sparta, invece, privilegiava la tradizione orale.
Ciò avveniva soprattutto attraverso il suo sistema educativo, l’agoghé, il cui scopo primario era forgiare nuove generazioni di combattenti disciplinati.
Lì i valori spartani non venivano studiati su testi scritti, ma appresi direttamente a voce da maestri e anziani attraverso l’ascolto, la memorizzazione e l’esperienza comunitaria.
Persino le leggi - tra cui la leggendaria costituzione di Licurgo - venivano trasmesse verbalmente.
A Sparta la scrittura veniva percepita come un pericolo, poiché poteva diventare veicolo di intellettualismi, individualismi e critiche, elementi ritenuti potenzialmente dannosi per la città.
Questo approccio però ebbe delle conseguenze anche sull’idea che ci siamo fatti di Sparta nei millenni.
La tradizione orale ha infatti causato un’assenza quasi totale di testi storici scritti da una prospettiva “spartana”.
Così, vicende come la Guerra del Peloponneso furono raccontate quasi esclusivamente da storici indipendenti — o, ancora più frequentemente, dagli ateniesi.
È un vulnus su cui si dibatte da secoli. In molti si sono interrogati su come questo gap narrativo possa avere influenzato la nostra percezione di Sparta, ancora oggi spesso raccontata come un luogo retrogrado, tetro e privo di profondità culturale.
Se i leoni sapessero scrivere
La storia non è solamente quello che accade, ma anche quello che ci viene raccontato.
A scriverla sono i potenti, mentre le ideologie sconfitte, le popolazioni colonizzate e le minoranze etniche o religiose hanno raramente diritto alla propria versione dei fatti.
La nostra percezione di popoli come i Goti, i Vandali, gli Unni o i Celti - «distrutturi della civiltà» - è pesantemente influenzata dai bias degli storici romani che li assoggettarono.
Un altro esempio: nel quarto secolo, la Chiesa Cattolica cancellò dai libri ufficiali tutti i movimenti cristiani considerati eretici - i manichei, i gnostici, i pelagiani - nell’intento di condannarli all’oblio.
O ancora, in tempi più recenti, gli archivi storiografici di Aztechi, Maya e Inca furono distrutti dai colonizzatori spagnoli, i loro testi bollati come opere del demonio e i loro rituali descritti come sanguinari.
E mi fermo qui, ma possiamo trovare decine di casi più recenti, che arrivano fino ai giorni nostri e toccano altre latitudini.
Come disse lo storico nigeriano Chinua Achebe nel 1994 alla Paris Review citando un antico proverbio africano:
«Finché i leoni non avranno i loro storici, i racconti di caccia glorificheranno sempre il cacciatore».
Alternative Für Wikipedia
Oggi viviamo nel pieno di una history war continua, che la tecnologia rende più rapida e ampia che mai.
Pochi giorni fa Elon Musk ha lanciato Grokipedia, un’enciclopedia online gratuita scritta interamente con l’intelligenza artificiale di Grok.
L’uomo più ricco del pianeta esprime da anni il suo disprezzo per Wikipedia, che considera espressione di una certa visione di sinistra e woke del mondo, tanto da averla ribattezzata Wokipedia.
{A beneficio di tutti i lettori e le lettrici di questa newsletter, è utile ricordare come Musk sia un assiduo sostenitore del partito di ultradestra tedesco Alternative Für Deutschland, o AfD, e di teorie complottiste e razziste come quella del genocidio bianco in Sudafrica.}
Ma come funziona questa Alternative Für Wikipedia, e come si distingue dalla sua gemella «progressista»?
La differenza principale è che Grokipedia non prevede intervento umano: è Grok stesso a scrivere gli articoli, a occuparsi del fact-checking e dell’editing.
Le persone possono comunque segnalare malfunzionamenti o errori, ma sarà sempre il bot a decidere se modificare, correggere o eliminare i passaggi contestati oppure no.
Ove deciderà di non procedere, all’utente verrà fornita una motivazione sul rifiuto, e nessuna possibilità di appello.
Oggi Grokipedia conta 800mila voci, contro gli oltre 64 milioni dell’edizione inglese di Wikipedia. Tuttavia, essendo una piattaforma in larga parte automatizzata, potrà crescere rapidamente in base alla potenza computazionale che le verrà messa a disposizione.
«Grokipedia supererà Wikipedia di diversi ordini di grandezza in ampiezza, profondità e accuratezza», ha assicurato Musk in un tweet, sostenendo come l’obiettivo di Grokipedia sia «la verità, tutta la verità e nient’altro che la verità».
Ma è vera «verità» quella che il fondatore di Tesla sta cercando di spingere attraverso la sua nuova piattaforma, oppure è una sua versione della verità, più conforme alle idee politiche e sociali di cui si vuole fare portatore?
Basandosi su Grok - un’AI «anti-woke», tendente a destra - è evidente come Grokipedia sia piuttosto uno strumento di interpretazione dei fatti che asseconda e promuove una visione parziale del mondo.
Per capire come questo avvenga, confrontiamo il primo paragrafo della pagina su George Floyd sulle due enciclopedie online.
Basta questo per essere catapultati direttamente nella prima linea di una history war contemporanea.
Su Wikipedia:
George Perry Floyd Jr. è stato un uomo afroamericano ucciso da un agente di polizia bianco a Minneapolis, Minnesota, durante un arresto avvenuto dopo che un commesso di un negozio aveva sospettato che Floyd avesse usato una banconota da venti dollari contraffatta, il 25 maggio 2020. Derek Chauvin, uno dei quattro agenti di polizia arrivati sul posto, si inginocchiò sul collo e sulla schiena di Floyd per oltre nove minuti, asfissiandolo fatalmente. Dopo la sua morte, una serie di proteste contro la brutalità della polizia, in particolare nei confronti delle persone di colore, si diffuse rapidamente a livello globale e negli Stati Uniti. Le sue ultime parole, “Non riesco a respirare”, sono diventate uno slogan di protesta.
Su Grokipedia:
George Perry Floyd Jr. è stato un uomo americano con una lunga fedina penale che includeva condanne per rapina a mano armata, possesso di droga e furto in Texas dal 1997 al 2007. Il 25 maggio 2020, Floyd fu arrestato a Minneapolis, nel Minnesota, dopo che un commesso di un negozio riferì che aveva usato una banconota da 20 dollari contraffatta per acquistare delle sigarette. Durante l’arresto, che vide la resistenza di Floyd il quale dichiarò ripetutamente di non riuscire a respirare ancor prima di essere messo prono, l’agente Derek Chauvin si inginocchiò sul collo di Floyd per 9 minuti e 29 secondi mentre Floyd perdeva conoscenza.
Come vediamo, Grokipedia omette ogni connotazione etnica relativa al fatto («afroamericano» diventa «americano») mentre Wikipedia specifica che il poliziotto è «bianco»; inoltre, la versione di Grok pone l’accento sui reati commessi da Floyd in precedenza, in un tentativo evidente di framing dell’uomo come criminale.
Infine, l’enciclopedia di Musk specifica come il cittadino statunitense abbia opposto resistenza all’arresto, particolare che non viene menzionato da Wikipedia (anche perché è stato ampiamente smentito da prove e testimonianze).
La storia come performance
Nel giro di un paio d’anni i bot conversazionali e gli LLM diventeranno gli unici filtri mainstream di accesso al sapere.
Ma già oggi la corsa all’intelligenza artificiale si sta delineando come una battaglia radicale per il controllo della conoscenza, i cui protagonisti non sono più i politici ma i tecnologi, i nuovi detentori de facto del potere di questo secolo.
Ancora una volta, sono gli uomini più ricchi del mondo a scrivere la storia; gli stessi che, attraverso le loro piattaforme progettate per massimizzare i ricavi pubblicitari hanno innescato il collasso di fiducia verso le istituzioni e i media che abbiamo vissuto dal 2000 a oggi. Un bel cortocircuito, insomma.
Siamo in quella che ho già definito l’era delle fake truth: un processo continuativo di riscrittura ideologica ingegnerizzato per veicolare una certa visione del mondo attraverso la diffusione di falsi miti e narrazioni alternative.
Stiamo subappaltando la ricerca della verità ai modelli linguistici. Scrivere «Grok, is this true?» è il nuovo superpotere che ci permette di delegare lo sforzo del ragionamento a una macchina divina e divinatrice. Questo ci trasformerà profondamente.
Ciò vale, e varrà sempre più, anche per la trasmissione degli eventi storici ai posteri. In questo nuovo paradigma la storia diventa «performance», messa in scena sul palcoscenico digitale, e servirà a rafforzare alcune ideologie a discapito di altre.
E se è vero che la trasmissione culturale è sempre stata controllata dalle forze di dominazione coloniale e dai vincitori - dai cacciatori e non dai leoni - è anche vero che questa riscrittura non avverrà più nello spazio di secoli, ma in tempo pressoché reale.
Oggi Atene e Sparta sono cronicamente online, e i gap narrativi non fanno in tempo a crearsi che qualcuno li ha già riempiti per noi.
Alla prossima Ellissi
Valerio
Nella mia reading list
🟡 Brian Merchant racconta com’è fare una newsletter nel 2025. Spoiler: non facile (e la sua è tra le migliori).
🟡 Così i bot di intelligenza artificiale bypassano i paywall dei giornali.
🟡 Il rivenditore di vino scambiato per un ex sindaco di New York.
🟡 Come sgamare se un comunicato stampa è stato scritto con l’AI.
🟡 I consigli di salute dell’intelligenza artificiale di Reddit, tipo: hai mai provato l’eroina?
🟡 La storia del lettore MP3 di Microsoft che avrebbe dovuto distruggere l’iPod. E invece…
Ps. Ritorna a brevissimo la New Media Academy; a dicembre vi parlerò di modelli di business per i media. Chi c’è?









Il confronto tra le due voci enciclopediche è impietoso :(
Peccato che Tucidide ateniese abbia scritto le guerre del Peloponneso dipingendo gli ateniesi come i corrotti, proprio perché la cultura scritta porta alla critica.